Perché donare il midollo osseo?

“A questo punto, la domanda sorge spontanea”: è stata la frase tormentone degli anni Novanta, lanciata da Antonio Lubrano nel celebre programma RAI “Mi manda Lubrano”. Riflettendo, sappiamo che l’uomo è un essere pensante con il dono del linguaggio e, in quanto tale, volente o nolente si pone delle domande per cercare di giungere alla conoscenza.

Assodato ciò, facciamocela una domanda: perché donare il midollo osseo? Prima di rispondere, bisogna sottolineare che, purtroppo, non sono in pochi a non sapere cos’è il midollo osseo… bisogna allora andare step by step come direbbero gli inglesi.

Secondo il Dizionario di Medicina (2010) della Treccani, il midollo osseo è:

un tessuto presente nelle cavità ossee, in cui ha luogo il processo dell’emopoiesi, ossia la produzione delle cellule del sangue rappresentate da globuli rossi o eritrociti, leucociti (granulociti, linfociti, monociti) e piastrine. Nell’adulto, il tessuto midollare è contenuto nelle ossa piatte quali bacino, sterno, coste, cranio, vertebre e nelle estremità prossimali dell’omero e del femore; con l’avanzare dell’età, il tessuto emopoietico va gradualmente riducendosi e viene progressivamente sostituito da quello adiposo.

Il midollo osseo non è il midollo spinale:  può essere vittima di tumori maligni come la leucemia o di infezioni come la tubercolosi, che portano a una diminuzione della produzione di cellule ematiche e piastrine.

Proviamo a dare, allora, una risposta alla domanda iniziale. Bisogna donare il midollo osseo innanzitutto per dare una speranza di vita. In Italia, le persone che necessitano di un trapianto sono molte, ma la compatibilità genetica tra donatore e pazienze è purtroppo un fattore molto raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei. Per questo, coloro che non hanno un donatore consanguineo possono sperare di trovare un midollo compatibile per il trapianto solo grazie ai donatori volontari tipizzati, cioè coloro di cui sono già note le caratteristiche genetiche, registrate in una banca dati.

Come avviene un trapianto di midollo osseo? Le cellule staminali ematopoietiche (CSE) – che danno origine a tutte le cellule del sangue – vengono prelevate da un grande osso del donatore, generalmente il bacino, attraverso un grande ago che raggiunge il centro dell’osso: tutto viene eseguito in anestesia generale o epidurale.

Esiste anche un’altra procedura che prevede il recupero delle cellule staminali dal sangue periferico, raccolto attraverso un processo di aferesi, in cui il sangue del donatore viene estratto attraverso un ago sterile in un braccio e passato attraverso una macchina che elimina le cellule bianche del sangue. I globuli rossi vengo restituiti al donatore. Attraverso iniezioni sottocutanee di farmaci, il midollo osseo del donatore è stimolato a produrre cellule staminali da immettere nella circolazione periferica.

Ci sono rischi per i donatori? No. Nel caso del prelievo dal midollo osseo del donatore, è prevista la spedalizzazione del volontario. Il prelievo avviene in un centro autorizzato e per 48 ore il donatore è tenuto in osservazione prima di essere dimesso. Il donatore può avvertire solo un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni. Nel caso del recupero delle cellule staminali dal sangue periferico i disturbi più comuni che si possono avvertire sono: febbricola, cefalea, dolori ossei, senso di affaticamento. Essendo legati alla somministrazione del farmaco, i sintomi scompaiono alla sospensione del trattamento farmacologico.

Chi può candidarsi e come si diventa donatore? Qualunque individuo di età compresa tra i 18 anni e i 35 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg, può diventare donatore purché non sia affetto da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.). La disponibilità del donatore resta valida fino al raggiungimento dei 55 anni. I volontari devono presentarsi, senza impegnativa medica, presso un Centro Donatori che aderisce al progetto, per sottoporsi al prelievo di un campione di sangue. Il Centro Donatori farà firmare l’adesione al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo.

Esistono associazioni di volontariato che si occupano di midollo osseo? L’ADMO, Associazione Donatori Midollo Osseo si occupa dal 1990 di informare gli italiani sulla possibilità di combattere le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo. Sono numerose le iniziative messe in campo da ADMO, tra queste, l’ultima in ordine cronologico è stata Ehi! Hai tu midollo? realizzata sabato 27 settembre 2014 in oltre sessanta piazze italiane, con il fine di coinvolgere e sensibilizzare sempre più persone a diventare donatori di midollo osseo.

Con orgoglio, sono stato uno dei tantissimi che hanno deciso di “mettere a disposizione il proprio midollo osseo”, perché ritengo sia dovere civico e morale poter contribuire ad aiutare chi è meno fortunato.  Donare il midollo osseo è un gesto di amore e di umanità, non comporta rischi per la propria salute e può contribuire a dare una nuova vita a chi non ha avuto la possibilità di viverne una normale. Perché non farlo allora?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...